Persona che verifica documenti assicurativi al computer

In 30 secondi

  • Verifica sempre che l’impresa sia nell’elenco IVASS delle imprese autorizzate a operare in Italia.
  • Verifica che l’intermediario sia iscritto al RUI, il Registro Unico degli Intermediari, consultabile pubblicamente.
  • Dopo il pagamento, controlla la copertura per targa sul Portale dell’Automobilista: se non risulta, la polizza non esiste.

Prima di iniziare: contenuto informativo generale. Le condizioni del singolo contratto e la normativa applicabile prevalgono sempre.

Le polizze false sono un fenomeno che IVASS monitora e segnala da anni. Il meccanismo si ripete quasi identico: un prezzo molto inferiore al mercato, un sito o un profilo dall’aspetto professionale, e un certificato in PDF che arriva dopo il pagamento. Il documento è falso, ma la vittima lo scopre a un controllo o, peggio, dopo un incidente. I quattro controlli che seguono si fanno in pochi minuti e tolgono ogni dubbio.

Controllo 1 — L’impresa è autorizzata?

In Italia possono esercitare l’attività assicurativa soltanto le imprese autorizzate da IVASS e le imprese estere ammesse a operare in regime di stabilimento o di libera prestazione di servizi.

IVASS pubblica gli elenchi delle imprese abilitate. Il controllo consiste nel cercare la denominazione esatta riportata sul preventivo o sul certificato.

Due avvertenze sul modo di fare questa verifica:

  • Cerca il nome dell’impresa assicuratrice, non il nome commerciale del sito. Molti portali sono intermediari o marchi che rimandano a una compagnia diversa: quella compagnia deve comparire in polizza ed essere autorizzata.
  • Diffida delle denominazioni somiglianti a marchi noti. Una lettera cambiata o una sigla aggiunta sono tecniche ricorrenti.

Controllo 2 — L’intermediario è iscritto al RUI?

Chi vende polizze per conto di un’impresa deve essere iscritto al Registro Unico degli Intermediari assicurativi e riassicurativi, tenuto da IVASS. Il registro è pubblico e consultabile gratuitamente online.

La ricerca si può fare per cognome, per denominazione o per numero di iscrizione. Se il soggetto che ti sta vendendo la polizza non compare, non è abilitato a farlo.

Un intermediario regolare, per obbligo di legge, deve comunicarti prima della sottoscrizione i propri dati identificativi, il numero di iscrizione al RUI e la sezione di appartenenza. Se queste informazioni non compaiono da nessuna parte — non nel sito, non nella mail, non nei documenti precontrattuali — è già un segnale sufficiente per fermarsi.

Controllo 3 — Il sito è nell’elenco di quelli irregolari?

IVASS mantiene e aggiorna un elenco pubblico dei siti web irregolari segnalati per attività assicurativa abusiva. È lo strumento più diretto: se il dominio compare in quell’elenco, la questione è chiusa.

Il limite di questo controllo va però capito: l’elenco è per definizione in ritardo sui truffatori. Un sito nuovo può essere attivo per settimane prima di essere segnalato e inserito. L’assenza dall’elenco non è una garanzia di regolarità; la presenza è invece una prova di irregolarità.

Per questo il controllo 3 va usato insieme ai controlli 1 e 2, mai al posto loro.

Controllo 4 — La copertura risulta davvero attiva?

È la verifica decisiva, e va fatta dopo aver pagato ma appena possibile.

Il Portale dell’Automobilista, gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, permette di verificare gratuitamente la copertura assicurativa di un veicolo inserendo la targa. La banca dati è alimentata dalle imprese ed è la stessa che le forze dell’ordine consultano nei controlli su strada.

Se dopo qualche giorno dall’attivazione la targa non risulta coperta, hai una risposta univoca: quel certificato non corrisponde a nulla.

Da anni il contrassegno cartaceo da esporre sul parabrezza è stato abolito proprio perché la verifica avviene su banca dati elettronica. Ne segue una conseguenza pratica importante: un documento stampato non prova nulla. Chi ti manda un PDF come garanzia ti sta dando l’unica cosa che è banale falsificare.

I segnali che devono far fermare subito

Prima ancora dei controlli formali, alcune caratteristiche ricorrono in quasi tutti i casi segnalati.

SegnalePerché è sospetto
Prezzo molto sotto il mercatoIl premio medio rilevato da IVASS nel I trimestre 2026 è di 423 euro. Offerte a una frazione di quel valore non hanno una spiegazione tecnica.
Pagamento su carta prepagata o ricaricaNessuna impresa autorizzata incassa premi su strumenti non tracciabili intestati a persone fisiche.
Contatto solo tramite messaggisticaManca la struttura documentale obbligatoria per legge.
Nessuna partita IVA, PEC o sede legaleSono dati che ogni impresa e ogni intermediario devono pubblicare.
Pressione a decidere subitoL’urgenza artificiale serve a impedire proprio i controlli descritti sopra.
Documenti con errori di lingua o loghi sgranatiIndizio, non prova: alcune contraffazioni sono curate.

Se il dubbio nasce quando hai già pagato, agisci senza aspettare: verifica la targa sul Portale dell’Automobilista, conserva ogni messaggio, ricevuta e schermata, sporgi denuncia alle autorità e segnala il caso a IVASS. La segnalazione non ti restituisce il denaro, ma alimenta l’elenco dei siti irregolari e protegge chi verrebbe dopo di te.

Domande frequenti

Come faccio a sapere se la mia assicurazione auto è valida?

Inserendo la targa sul Portale dell’Automobilista del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: la banca dati è la stessa consultata dalle forze dell’ordine nei controlli. Se la targa non risulta coperta, la polizza non è attiva.

Il certificato PDF che ho ricevuto è una prova sufficiente?

No. Il contrassegno cartaceo è stato abolito e la verifica avviene su banca dati elettronica: un documento stampato o in PDF è l’elemento più facile da contraffare. Fa fede solo il risultato della verifica per targa.

Dove controllo se un intermediario è autorizzato?

Nel RUI, il Registro Unico degli Intermediari tenuto da IVASS, consultabile pubblicamente online per cognome, denominazione o numero di iscrizione. Un intermediario regolare deve comunicarti spontaneamente il proprio numero di iscrizione.

Se un sito non è nell’elenco IVASS dei siti irregolari, è affidabile?

Non necessariamente. L’elenco viene aggiornato dopo le segnalazioni, quindi un sito nuovo può risultare assente pur essendo abusivo. La presenza nell’elenco prova l’irregolarità; l’assenza non prova la regolarità.

Fonti e metodo

Le regole citate rinviano al testo normativo vigente; i dati di mercato provengono dalle rilevazioni IVASS. Le condizioni del singolo contratto e le delibere locali possono cambiare il quadro: verifica sempre sulle fonti ufficiali e sul tuo contratto.

Fonti ricontrollate il 5 settembre 2026. Metodo editoriale.