
In 30 secondi
- L’imposta RCA è del 12,5%, modificabile dalle province fino a 3,5 punti percentuali; si aggiunge il contributo SSN del 10,5%.
- La Legge di Bilancio 2026 ha portato al 12,5% l’imposta su infortunio del conducente (prima 2,5%) e assistenza stradale (prima 10%).
- La modifica non è retroattiva: riguarda i contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026, e una parte rilevante della maggiore imposta è posta a carico delle imprese.
Prima di iniziare: contenuto informativo generale. Le condizioni del singolo contratto e la normativa applicabile prevalgono sempre.
La notizia è circolata come «aumento delle tasse sulla RC auto», generando più allarme che informazione. La realtà è più precisa e più contenuta: la RC obbligatoria non è stata toccata, la modifica riguarda due garanzie accessorie, e il legislatore ha previsto un correttivo che sposta gran parte dell’onere sulle compagnie. Vale la pena ricostruire il quadro con i numeri esatti.
Come si compone davvero il premio
Prima di parlare dell’aumento, serve sapere cosa si paga. Le polizze assicurative non sono soggette a IVA: hanno un regime fiscale proprio.
Sul premio netto della sola garanzia r.c. auto gravano due voci principali:
| Voce | Aliquota | Destinatario |
|---|---|---|
| Imposta sulle assicurazioni RCA | 12,5% base | Provincia di immatricolazione |
| Variazione provinciale | fino a ±3,5 punti | Deliberata dalla singola provincia |
| Contributo SSN | 10,5% | Servizio Sanitario Nazionale |
Dal 2011, per effetto del federalismo fiscale, le province possono aumentare o diminuire l’aliquota base fino a 3,5 punti percentuali. Molte hanno deliberato l’aumento al massimo consentito, portandola al 16%.
Il peso fiscale complessivo sulla sola RCA si colloca quindi indicativamente fra il 19,5% e il 26,5% del premio netto, a seconda della provincia di immatricolazione. È il motivo per cui due automobilisti con lo stesso profilo pagano importi finali diversi solo per la residenza.
Il contributo SSN finanzia le spese sanitarie per la cura delle vittime della strada. La sua deducibilità fiscale è cambiata più volte nel tempo: chi intende verificarla per la propria dichiarazione dovrebbe rivolgersi a un professionista, perché la disciplina è stata modificata e non è materia su cui basarsi su fonti generiche.
Cosa ha cambiato la Legge di Bilancio 2026
La Legge di Bilancio 2026 interviene con due commi dell’articolo 1, e la distinzione fra i due è la chiave per capire la portata della modifica.
Comma 59 — la norma di interpretazione autentica. Chiarisce che, fino al 31 dicembre 2025, le assicurazioni per infortunio del conducente e assistenza stradale non rientravano fra i «rischi inerenti al veicolo» soggetti all’aliquota del 12,5%, se il premio era indicato separatamente rispetto alla RCA obbligatoria. È la conferma che il regime precedente era legittimo: nessun arretrato è dovuto.
Comma 60 — la modifica sostanziale. Per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2026, quelle stesse garanzie sono sempre considerate rischi inerenti al veicolo, a prescindere dall’indicazione separata del premio. L’aliquota del 12,5% si applica quindi in ogni caso.
La decorrenza è fissata dal comma 64: le nuove disposizioni si applicano ai contratti stipulati o rinnovati a decorrere dal 1° gennaio 2026. Chi ha una polizza in corso sottoscritta prima di quella data non è interessato fino al rinnovo.
| Garanzia | Aliquota fino al 2025 | Aliquota dal 2026 |
|---|---|---|
| Infortunio del conducente | 2,5% (se indicata separatamente) | 12,5% |
| Assistenza stradale | 10% | 12,5% |
| Furto e incendio | 12,5% | 12,5% (invariata) |
| Cristalli | 12,5% | 12,5% (invariata) |
| Tutela legale | 12,5% | 12,5% (invariata) |
| RC auto obbligatoria | 12,5% + variazione provinciale | invariata |
Due conclusioni che smontano gran parte dell’allarme circolato: la RC obbligatoria non è stata toccata, e la maggior parte delle garanzie accessorie era già al 12,5%. La modifica riguarda due voci su sei.
Quanto pesa in euro
Il salto dal 2,5% al 12,5% è un quintuplicamento dell’aliquota. Ma un’aliquota si applica a una base imponibile, e la base qui è piccola.
La garanzia infortunio del conducente costa indicativamente fra 10 e 30 euro l’anno. Facciamo il conto su una base di 25 euro:
| Prima | Dal 2026 | Differenza | |
|---|---|---|---|
| Premio netto infortunio conducente | 25,00 € | 25,00 € | — |
| Imposta | 0,63 € (2,5%) | 3,13 € (12,5%) | +2,50 € |
| Premio netto assistenza stradale | 30,00 € | 30,00 € | — |
| Imposta | 3,00 € (10%) | 3,75 € (12,5%) | +0,75 € |
| Totale maggiore imposta | +3,25 € |
C’è poi il correttivo, ed è la parte meno raccontata. Il comma 63 stabilisce che le imprese di assicurazione riconoscono al contraente, in riduzione dell’ammontare dovuto, una somma corrispondente ad almeno i due terzi della maggiore imposta. Non è una facoltà commerciale: è un obbligo di legge.
Applicando quel correttivo ai 3,25 euro dell’esempio, l’aumento effettivo per l’assicurato scende a circa un euro l’anno. Su un premio complessivo di alcune centinaia di euro è una variazione marginale.
Questo non significa che le polizze non stiano aumentando. Significa che stanno aumentando per altre ragioni: il Bollettino Statistico IVASS pubblicato ad aprile 2026 indica una frequenza dei sinistri in calo al 4,32% ma un costo medio del singolo sinistro in crescita, spinto da manodopera, ricambi e danno biologico. È lì che si genera la pressione sui premi, non nella tassa sulle accessorie.
Quali accessorie hanno davvero gli italiani
Per capire quante persone tocca la modifica, servono i dati di diffusione. Il Bollettino Statistico IVASS del 10 aprile 2026 indica che il 53% delle polizze r.c. auto italiane ha almeno una garanzia accessoria attiva.
| Garanzia | Diffusione | Interessata dalla modifica? |
|---|---|---|
| Incendio | 31,4% delle polizze | No, già al 12,5% |
| Cristalli | 29,0% | No, già al 12,5% |
| Furto | 27,2% | No, già al 12,5% |
| Infortunio del conducente | — | Sì, da 2,5% a 12,5% |
| Assistenza stradale | — | Sì, da 10% a 12,5% |
Le tre garanzie più diffuse non sono toccate. Chi ha solo la RC obbligatoria non è interessato in alcun modo.
Cosa fare in concreto al rinnovo
La modifica fiscale non giustifica scelte affrettate. Queste invece sono verifiche che valgono la pena:
- Leggi il dettaglio delle imposte in quietanza. Il documento riporta separatamente imposta, contributo SSN e premio netto di ciascuna garanzia. È l’unico modo per sapere quanto stai pagando davvero e per cosa.
- Verifica se hai garanzie che non usi. Se la modifica ti spinge a rileggere la polizza, l’occasione è utile: su un’auto di basso valore, alcune accessorie costano più del beneficio atteso.
- Confronta a parità di condizioni. Due preventivi si confrontano solo con stessi massimali, franchigie e garanzie. Preventivass confronta il contratto base a condizioni omogenee ed è il punto di partenza corretto.
- Non eliminare una garanzia utile per risparmiare un euro di imposta. L’infortunio del conducente copre il conducente stesso, che la RC obbligatoria non tutela: è una delle poche garanzie il cui rapporto costo-beneficio resta favorevole anche dopo la modifica.
L’ultimo punto merita una sottolineatura. La RC auto risarcisce i danni causati a terzi. Il conducente responsabile di un sinistro non è risarcito dalla propria RC per le lesioni che subisce: è esattamente lo spazio che la garanzia infortunio del conducente copre, a un costo che resta nell’ordine di poche decine di euro l’anno.
Domande frequenti
Quanto sono aumentate le tasse sulla polizza auto nel 2026?
L’imposta sull’infortunio del conducente è passata dal 2,5% al 12,5% e quella sull’assistenza stradale dal 10% al 12,5%. Su premi netti tipici di 25 e 30 euro la maggiore imposta vale circa 3,25 euro l’anno, ridotti a circa un euro dal correttivo che pone almeno due terzi dell’onere a carico delle imprese.
L’aumento riguarda anche la RC auto obbligatoria?
No. L’aliquota sulla RC obbligatoria resta il 12,5%, modificabile dalle province fino a 3,5 punti percentuali, con in aggiunta il contributo SSN del 10,5%. La modifica del 2026 riguarda soltanto infortunio del conducente e assistenza stradale.
Devo pagare arretrati per gli anni precedenti?
No. Il comma 59 della Legge di Bilancio 2026 è una norma di interpretazione autentica che conferma la legittimità del regime applicato fino al 31 dicembre 2025. La nuova aliquota vale solo per i contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026.
Conviene togliere l’infortunio del conducente per risparmiare?
Difficilmente. La garanzia costa indicativamente fra 10 e 30 euro l’anno e copre uno spazio che la RC obbligatoria lascia scoperto: il conducente responsabile non è risarcito dalla propria RC per le lesioni che subisce. L’aumento di imposta pesa circa un euro l’anno.
Fonti e metodo
Il quadro normativo rinvia alla Legge di Bilancio 2026 e alla disciplina dell’imposta sulle assicurazioni; i dati di diffusione delle garanzie provengono dal Bollettino Statistico IVASS. Gli importi in euro sono esempi di calcolo su premi netti tipici: il valore reale dipende dal tuo contratto e dall’aliquota deliberata dalla tua provincia.
- Gazzetta Ufficiale — Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026) ↗
Testo ufficiale. Art. 1, commi 59-64: perimetro dei rischi inerenti al veicolo, aliquote e decorrenza. - IVASS — Assicurazione R.C. veicoli in Italia ↗
Pagina istituzionale su obbligo assicurativo, garanzie e tutele del consumatore. - IVASS — Comunicazione statistica n. 6, luglio 2026 (I trimestre 2026) ↗
Andamento dei prezzi effettivi della garanzia r.c. auto nel primo trimestre 2026. - IVASS — Preventivatore pubblico (Preventivass) ↗
Strumento pubblico per confrontare il contratto base r.c. auto di tutte le imprese.
Fonti ricontrollate il 5 settembre 2026. Metodo editoriale.